Poster: Pesticidi organoclorurari, bifenil policlorurati e idrocarburi aromatici policiclici nel liquido cerebrospinale di paziente con sclerosi laterale amiotraofica: uno studio caso-controllo

Poster 2016 SITIIntroduzione 

La sclerosi laterale amiotrofica (SLA) è una patologia neurodegenerativa progressiva, caratterizzata da una forma sporadica e una familiare. Nonostante la sua eziologia sia ancora largamente sconosciuta, alcuni fattori ambientali sono indagati per un loro coinvolgimento nello sviluppo della malattia. Tra i contaminanti chimici oggetto di interesse vi sono i pesticidi neurotossici e da altre categorie di "inquinanti organici persistenti", caratterizzati dalla tendenza ad accumularsi nell’ambiente e negli organismi.

 

Metodi

Al fine di valutare una possibile correlazione tra l’esposizione ad alcuni di questi composti a livello del sistema nervoso centrale e il rischio di SLA, abbiamo valutato i livelli di alcuni pesticidi organo clorurati (OCP)e loro metaboliti, bifenili policlorurati (PCB) e idrocarburi aromatici policiclici (PAH) in campioni (1mL) di liquido cerebrospinale (CSF), prelevati da 38 soggetti con diagnosi di SLA presso l’Ospedale Civile S.Agostino-Estense di Modena nel periodo 1994-2013 e da una popolazione di controllo appaiata per sesso ed età. Abbiamo valutato il rischio di SLA utilizzando un modello di regressione logistica condizionale.

Risultati

Molti composti analizzati erano presenti a concentrazioni inferiori alla soglia di rilevabilità analitica. L’aumento di esposizione per terzili o per valori continui (1 pg/mL) non è risultato associato al rischio di SLA, fatta eccezione per un lieve e statisticamente instabile incremento del rischio associato all’esposizione a un metabolita del DDT (p,p’-DDE) e ad uno specifico PCB, il PCB28.

Conclusioni

Nel complesso questi risultati non suggeriscono un ruolo eziologico dell’esposizione ai contaminanti presi in esame, anche se il possibile ruolo di un metabolita del DDT e di PCB28 merita di essere ulteriormente approfondito. Occorre tuttavia tenere presente come i livelli di questi contaminanti nel liquor possano non riflettere l’esposizione di lungo termine.

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